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Lavorare in spiaggia, aprendo un chiosco bar.

By on Febbraio 19, 2015

Spazio dedicato all’ Dott. Esmeralda Trogu, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Oristano.

Lavorare in spiaggia, aprendo un chiosco bar. In questa guida vedremo insieme come aprire un chiosco in una località marittima.

Arriva l’estate, e che c’è di meglio che portarsi il lavoro in spiaggia? Inventarsi un’attività non è compito facile al giorno d’oggi: con la crisi che avanza, i posti di lavoro sempre più a rischio e le possibilità di investimento ridotte all’osso, le prospettive di guadagno si affievoliscono notevolmente.

Anche di questi tempi esistono alcuni business dal successo assicurato, a patto di conoscere i pochi ma fondamentali trucchi del mestiere.

Questa struttura ha, commercialmente parlando, un grande vantaggio rispetto a strutture poste “vicine” alla spiaggia: i bagnanti in costume, non attraverseranno parcheggi e strade per prendere una focaccia, un gelato o un drink, e cercheranno una struttura vicina e comoda, dove si possa andare senza dismettere il proprio “abbigliamento balneare”. Innanzitutto, dobbiamo decidere quale tipo di chiosco vogliamo aprire: un chiosco mobile, itinerante? Oppure uno fisso? Le differenze potrebbero sembrare minime, eppure sono sostanziali: un chiosco fisso avrà come punto di forza la possibilità di crearsi un vero e proprio “giro” di clientela, abituali e frequentatori assidui; per contro, un modello mobile consentirà di “inseguire” i clienti anche sulle spiagge (a patto di avere le licenze in regola).

Quali sono i regolamenti per aprire un chiosco sulla spiaggia?

La spiaggia, l’arenile in Italia appartiene allo stato, e può venir dato in concessione, concessione di solito collegata ad uno stabilimento balneare, attraverso bandi comunali, e a cifre variabili. Con richieste annuali da 15 a 40.000€ annuo e con rinnovi da 1 a 7 anni. La cifra quindi è alta ma non drammatica, il problema semmai è che queste strutture sono poche, e di solito molto ambite.
Cosa si intende per chiosco?:

Per chiosco si intende quel manufatto isolato, di dimensioni contenute, generalmente prefabbricato e strutturalmente durevole, posato sul suolo pubblico o privato. Questa tipologia di struttura può essere utilizzata, in presenza degli adeguati requisiti strutturali e di attrezzature, per la vendita di prodotti alimentari. Il chiosco di tipo C è equiparabile, per le attività svolte, al ristorante e deve rispondere ai requisiti previsti per la ristorazione pubblica.

Come si classificano i chioschi in base alla tipologia di attività e del rischio?

CHIOSCO A o CHIOSCO SEMPLICE Vendita di prodotti alimentari in confezione a temperatura ambiente, di refrigerazione, gelati, ed eventuale preparazione di caffè in cialde. Non è previsto il consumo a tavolino.

CHIOSCO A 1 Ha qualche caratteristica in più rispetto al tipo A semplice. Si configura la possibilità di somministrazione cioè la vendita di prodotti in confezione e bevande per il consumo sul posto all’uopo attrezzata con tavolini.

CHIOSCO B Preparazione e somministrazione di pasti semplici (es panini farciti,rinvenimento di alimenti già pronti provenienti da laboratori autorizzati con completamento di cottura,insalate, hamburger, frittura di prodotti surgelati, patatine, verdure o altri prodotti).

CHIOSCO C Preparazione e somministrazione di pasti completi.

Quali sono i requisiti igienico sanitari dei chioschi?

Approvvigionamento idrico potabile, tutti gli esercizi devono essere dotati di acqua idonea al consumo umano. L’approvvigionamento idrico deve avvenire:

– tramite allacciamento all’acquedotto pubblico;

– in assenza di collegamento alla rete pubblica, le attività devono approvvigionarsi tramite autobotte
regolarmente autorizzata che prelevi l’acqua potabile da punti autorizzati oppure tramite approvvigionamento autonomo (pozzo, acqua di sorgente) regolarmente autorizzato.

SOLO I CHIOSCHI DI TIPO A, la cui tipologia di attività prevede un limitato consumo di acqua, se non sono collegati alla rete pubblica, devono comunque garantire la potabilità dell’acqua ai sensi del D.Lgs.31/2001, e possono essere approvvigionati in proprio utilizzando un contenitore idoneo a venire a contatto con gli alimenti (art 43 del DPR327 / 80 e Reg CE 852 / 04). Il contenitore dovrà essere di dimensioni adeguate all’attività. L’approvvigionamento può avvenire da un punto idrico regolarmente allacciato al Gestore dell’ acquedotto.

I CHIOSCHI DI TIPO B e C devono approvvigionarsi da un punto di prelievo autorizzato dall’ente gestore, usando idonei contenitori adatti a venire a contatto con gli alimenti . Dal momento della consegna da parte dell’autotrasportatore autorizzato la responsabilità della conservazione e della qualità dell’acqua è del titolare.

Una volta ottenuta la concessione che adempimenti fiscali occorrono?

Toccherà attrezzarsi con il solito corredo di corsi e normative per l’apertura di una attività: Partita Iva, iscrizione presso la Camera di Commercio, Inps, Inail, Sab e Haccp.

Quanto si guadagna con un bar sulla spiaggia?

Per rispondere non possiamo che rifarci ad una valutazione economica, devono partire dai costi, e quindi soprattutto dalla richiesta monetaria per la concessione demaniale e da quanto personale ci sarà necessario per condurre l’attività, per confrontare poi questi dati con una previsione di incassi, che in questi casi dovrebbe partire da un calcolo di quante persone frequentano la spiaggia.

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